Perchè da qualche parte dovrò pur cominciare....
Attratto dall'idea di un cambio nella mia normalissima vita, a Gennaio 2016 (dopo un breve soggiorno in Novembre) mi sono diretto a Fuerteventura, a seguito di un conoscente (ottimo conoscente).
Essendo ritornato, è ovvio che l'esperienza non sia stata come preventivata, grazie anche alla psicolabilità del conoscentestesso.Ma questa è un altra storia e non è poi così importante. Quello che è importante è il traferimento stesso, le nuove facce, i nuovi posti e la possibilità di condividere questa piccola esperienza con chi fosse interessato.
Fuerte (così la chiamerò per fatica scrivana) è un isola delle dimensioni della provincia di Livorno. Ha un capoluogo Puerto del Rosario, un aeroporto che la collega all'Italia( Pisa) in quattro ore circa, due anzi, tre porti (uno a Corralejo per Lanzarote, uno a P. del Rosario e un altro più a sud) molti chilometri di spiagge e molti paesi e paesini, sparsi per il territorio. Il più conosciuto di cui, tra gli italiani è Corralejo (chissà perchè mi ricorda Tirrenia e Marina di Pisa).
Il sottoscritto alloggiava in una casa in affitto, in località Villaverde, frazione de La Oliva. Paesino dignitoso in mezzo al nulla pietroso e al Tetir (vulcano spento) a sud di Corralejo. Dignitoso poichè nonostante le dimensioni dotato,di due bar (Manduca e l'altro...boh?) tre ristoranti non male, un ufficio postale (con orari improbabili) una scuola elementare, due ferramenta, asini, pecore, galline e autobus (anche questi con fermate improbabili). Vita quindi molto tranquilla in mezzo alla campagna, campagna che per alcuni di noi ricorda la Barbagia, per altri invece ( chissà come e quando ci sono stati,ma tant'è) la luna. Dimenticavo ad uso e consumo di tutti noi, la presenza di un supermercato, anche quello dignitoso, l'Hiperdino (diffuso alle Canarie).Vita quindi molto tranquilla, persone poco espansive ma cordiali, ritmi di campagna. A undici chilometri di distanza,verso Nord, Corralejo piccolo centro turistico con residence, alberghi, noleggi auto e quad, centri per escursioni, discoteche, ristoranti, pub, bar, uffici postali, supermercati e un lungomare molto carino corredato da locali grandi e piccoli con vista mare. Nonostante la differenza di attrazioni comunque, anche Corralejo è un posto tranquillo, condito da una vita notturna piacevole ma non loca e da turisti in prevalenza anglosassone. Italiani? Quanti ne volete. Molti come turisti, altrettanti come residenti. Capita spesso di entrare in un bar o in localino, rivolgersi al personale in spagnolo e sentirsi rispondere in italiano, o entrare e sentire direttamente tutti parlare in italiano. La prima impressione non è comunque improntata alla simpatia, tipo "ùè paesà...." anzi, molto spesso si ha l'impressione di essere guardati dall'alto in basso, con il tempo poi l'impressione per me si è fatta certezza. Persone che essendo qui a lavorare o a gestire una attività, si credono su un piedistallo e trattano i loro connazionali con distacco e indifferenza, quando anche con vera e propria apatia e fastidio. Fregatevene comunque, anche perchè se volete o state seriamente prendendo in considerazione di trasferirvi qui, la frequentazione di altri italiani o di soli italiani, vi porterebbe a) a chiudervi in una comunità b) a rallentare il processo di apprendimento dello spagnolo c) a precludervi occasioni di conoscere altre persone e quindi altre possibilità. Oltre al lungomare anche l'interno della città è comunque carino, con i suoi locali e viuzze, e spettacolini di musica all'aperto. Insomma, un posticino dove potersi divertire con tranquillità e con alcuni diversi servizi basilari.
Per trovare maggiori servizi, si deve per forza di cose andare a Puerto del Rosario. Banche, uffici, istituzioni, tutto quello che serve è qui. La città ha un profilo moderno, un bel lungomare e anche qui locali di tutti i tipi, inclusi grow shop, e cannabis social club ( tanto lo so che a molti il discorso interessa, a tale proposito dimenticavo che anche a Corralejo ci sono grow e cannabis social, uno vicino al supermercato Mercadona un pò fuori dal centro, l'altro in centro non lontano dall'Hiperdino). Nonostante sia il capoluogo dell'isola, anche Puerto è abbastanza tranquilla, è pur sempre una cittadina con ventimila abitanti, mica Barcelllona. Insomma, in poche parole, se cercate la movida tipo ramblas, Fuerte non ce l'ha. A costo di essere ripetitivo, è un isola tranquilla che offre divertimento tranquillo.
Ultimo posto visitato il Cotillo, ex villaggio di pescatori (come quasi tutti gli altri sul mare) più piccolo di Corralejo, frequentato principalmente da surfisti, come quasi tutti i posti dell'isola. Surfisti che spesso organizzano feste nelle spiagge niente male (tanto per cambiare un pò).
L'isola come già detto ha un paesaggio arido, semi desertico, colori come il nero, l'antrace, il marrone, il rosso, si amalgamano nel paesaggio collinare, interrotti da strisce verdi che fioriscono lungo i pendii dopo le giornate di pioggia, sporadiche ma spesso intense sia ad arrivare che a evaporare. Il tutto condito dal vento che spazia da brezza piacevole a fastido persistente(sopratutto se si è in spiaggia) e da un sole che non si fa mancare mai per troppo. Il contrasto cromatico tra i toni scuri dell'entroterra e il chiarore delle spiagge incorniciate nel blu/turchese del mare, è bello. Partendo da Corralejo passando da Parque Holandes in direzione Puerto, si percorre una striscia di asfalto incastrata tra la sabbia delle spiagge del mare e le dune di sabbia desertica portata dal vento, l'Africa dista pochi chilometri e in alcuni periodi dell'anno kalima (vento caldo) ce lo ricorda, con la sua presenza e con la sabbia del Sahara.
Fuerte ha un fascino primitivo, antico. Questo almeno è il mio pensiero, la mia impressione, corroborata dalla vista dal Tetir (il vulcano prima citato). Un panorama a trecentosessanta gradi di colline brulle, scure e silenziose, incorniciate tra il blu del mare e strisce bianche di sabbia, sferzato dal vento e baciato dal sole.
Chiaro a questo punto, che se non vi piace troppo il mare e in particolare le attività ad esso connesse (wind surf, kyte, immersioni, pesca ecc..) a Fuerteventura può essere dura! I sassi saranno anche belli, primitivi, silenziosi, ma dopo un pò...che palle! Mai dare gli alberi per scontati....
Per quel che riguarda il lavoro, le opportunità sono ovviamente legate al turismo. Oltre alle attività legate al mare e alla spiaggia, se conoscete lingue straniere potete provare nel turismo che è ovviamente il settore trainante di tutte le isole, imparando magari a livello base lo spagnolo che è fondamentale, in aggiunta all'inglese e ad un altra lingua, come magari il tedesco (ultimamente ci sono richieste anche per il francese con una presenza tuirstica sempre maggiore).
Comunque sia, che siate interessati a cercare un opportunità di lavoro o meglio a valutare un offerta di lavoro (sconsiglio di venire qui senza un offerta, pensando di trovarlo poi, a meno che non abbiate un appoggio in loco sincero e serio) o che siate interessati a trasferirvi come pensionati o che infine stiate valutando l'idea di investire in loco per avviare una attività, in qualunque caso insomma, è bene che prendiate conoscenza con il primo importante adempimento burocratico, il NIE.
Numero Identification Etranjero. Per ottenerlo sono andato a Puerto, al commisariato della Guardia Civil, munito di estratto conto bancario e passaporto, di mercoledì. Il venerdì era già pronto (e giovedì era giorno di festa) di conseguenza già due giorni dopo potevo tranquillamente, cercarmi una casa in affitto, fare una scheda telefonica , aprire una attività o associarmi a una esistente, aprire un conto bancario. Non male a livello burocratico. Occorre però precisare che il NIE viene rilasciato in base alla disponibilità economica dimostrata. Nel conto che avevo portato loro avevo poco più di seimila euro, di conseguenza ho ottenuto una validità di soli tre mesi (che è il minimo). Con maggiore disponibilità, avrei ottenuto un NIE con validità maggiore, con redditi dimostrabili aggiuntivi, avrei potuto ottenere il NIE indeterminato. Questa politica di accettazione è la conseguenza logica per delle isole che i questi anni hanno visto trasferirsi migliaia di persone da tutta europa e in particolare dall'Italia (credo che siamo la maggiore comunità dopo i residenti spagnoli, comunque tra le prime). Tornando al NIE quindi, se avete un offerta di lavoro a tempo determinato nelle isole, non avrete problemi ad ottenerlo (esibendo anche il contratto di lavoro) per tutta la durata del lavoro stesso. L'offerta di lavoro è importante poichè se no è ufficializzato (il lavoro e quindi in nero) non avrete il NIE. Fino a Maggio 2016 c'era la possibilità di ottenere il NIE definitivo, rinnovando due o tre volte (non ricordo bene) quello provvisorio, quindi trovando lavori una volta in loco pur non avendo una grande disponibilità economica, si poteva ottenere comunque il definitivo; ho detto fino a maggio 2016 perchè non so se la legislazione è attualmente cambiata, visto che era in discussione (alcuni hanno criticato questa forma di accettazione perchè in contrasto con la libera circolazione europea).
Nel caso invece siate dei pensionati propensi a lasciare questa italica valle di lacrime, non avrete problemi. Basta attivare la procedura di trasferimento della vostra pensione (che qui avrete erogata lorda, non netta!) e di conseguenza il NIE sarà pressochè automatico, il passo successivo sarà l'impadronimiento (la residenza, una volta trovata la casa) e i giochi saranno fatti. Dimenticavo,per maggior chiarezza, in riferimento a chi è in cerca di lavoro, mi preme precisare che se avrete un NIE per tre mesi, potrete ragionevolmente trovare un piso (appartamento) in affitto per la validità del NIE stesso, difficilmente per una durata maggiore a meno che non paghiate anticipatamente e comunque tentar non nuoce, sopratutto dopo che vi sarte fatti conoscere. Informo inoltre che con il NIE potete aver accesso ai servizi sanitari di base (sempre in base al tipo che avrete ottenuto ovviamente) senza dimenticare che, comunque la tessera sanitaria italiana (ed europea) è riconosciuta in caso di necessità. Per coloro che invece intendono investire capitali, urge fare una premessa. Diffidate degli italiani. Diffidate in genere, quando si è all'estero è sempre meglio, ma dei nostri connazionali a maggior ragione. Molti sono finiti alle Canarie in fuga da debiti o comunque situazioni economiche difficili, motivo per cui non si fanno scrupoli a fregare gli altri. Molti invece sono stronzi per natura, pochi,infine, meritevoli di fiducia, ma comunque diffidate sempre, anche se vi portano da un amico avvocato o dall'amico notaio. Ci sono stati molti casi di persone fregate alla grande, portate in studi legali o notarili fittizzi, poi volatilizzatisi nel nulla. Addirittura qualcuno è riuscito a vendere un ristorante (attività e mura) con tanto di contratto falso, firmato in un ufficio falso, con un avvocato falso, quindi, lo ripeto a costo di essere noioso, diffidate. Prima di compiere un passo del genere, fate un bel sopralluogo, non una settimana e via, almeno mese o tre settimane, non è tempo sprecato è la vostra vita. Premunitevi contattando magari una delle associazioni di italiani li presenti, per avere un riferimento in loco. Sapranno indicarvi dei contatti regolari, più o meno bravi o scaltri, ma regolari.
Provate anche a contattare il consolato di Las Palmas a Gran Canaria, non fanno questi servizi ovviamente, ma una volta in loco e fissato un appuntamento, potrete magari chiedere il contatto di un ufficio legale di fiducia. Per quel che riguarda le figure professionali come avvocati, notai, commercialisti, non strabuzzate gli occhi e state tranquilli, alle Canarie non sono VIP, e i loro compensi (parliamo di lavori ordinari, come visure, contratti ecc...) non sono esosi, anzi piuttosto a buon prezzo (chiedere comunque sempre prima, perchèla regola è comunque diffidare). Una volta stampato a chiare lettere questo semplice concetto, nel vostro cervello, se siete ancora intenzionati, beh...dateci sotto. Ovviamente il discorso del NIE vale anche per voi, come l'impadronimiento ecc...ecc...I settori più interessanti sono ovviamente legati al turismo, ma anche i più comuni e gettonati, come l'immobiliare. Il governo autonomo delle Canarie, fino a quando ero li, incoraggiava settori come l'IT solutions e la coltivazione urbana, ad esempio( orti urbani, non fraintendiamo).
Prima di concludere è bene sappiate che noi italiani, non siamo propriamente amati dagli spagnoli, men che meno dai Canari (sono sempre degli isolani) e a ragione. A parte il ristorante di prima, è diffusa per esempio tra i nostri connazionali l'abitudine non troppo simpatica, di subaffittare gli appartamenti locati, o di inserire al loro interno persone non dichiarate o registrate per mesi e mesi.
Questo ovviamente porta a dei problemi e i problemi portano spesso alla Guardia Civil, che credetemi sulla parola, non scherza troppo. Un esempio? Nonostante nelle isole sia tollerato l'uso e il consumo di marijuana, non fatevi trovare "gonfi" alla guida ne tantomeno ubriachi, i limiti sono inferiori ai nostri e ripeto la polizia non scherza, perciò non fate gli strafottenti o i gradassi. Potrebbe esservi utile anche sapere che è normale fare la multa in caso di mancato utilizzo delle cinture posteriori da parte dei passeggeri e la multa non la spediscono per posta, viene regolata direttamente e se non avete i soldi, vi accompagnano al bancomat più vicino! Ovviamente non tutti sono così intransigenti e non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ma ricordatevi anche che la Guardia Civil il fascio lo ha stampato nelle portiere delle auto (sia messo agli atti che la mia è una battuta sarcastica, senza intenzioni offensive per nessuno).
Concludendo, le Canarie sono un bel posto dove vivere ancora. Ritmi blandi, clima meraviglioso, gente cordiale ma non invadente, costo della vita buono, opportunità interessanti. Va da sè che Fuerteventura per viverci ha bisogno di essere provata, perchè a me personalmente dopo due mesi, aveva stufato, sia nel paesaggio che per lo psicolabile conoscente, quindi fatti i bagagli, siamo passati a Gran Canaria. Ma questa è un altra parte della storia. Sajonara gente.